La cantina in casa
CHE BELLO: È TEMPO DI NOVELLO!
Il 6 novembre, che quest'anno cadeva di domenica, ha "dato la stura" alla vendita del vino novello: la gradevolissima primizia enologica, frutto di una vinificazione particolare: la macerazione carbonica. Al momento della raccolta, a fine estate, i grappoli d’uva vengono posti in vasche saturate di anidride carbonica per 5-10 giorni a 30°C. Questa tecnica, oltre a favorire l'estrazione degli aromi, permette la pronta maturazione del vino, perché riduce la presenza di acido malico: la ragione del sapore aspro dei vini immaturi.
Primo vino, da bere subito
Il vino novello dà il meglio di sé entro la primavera successiva alla vendemmia, perché non è “strutturato” per l’invecchiamento. Questo meglio di sé è rappresentato dall’invitante colore rosso vivace, dal profumo fruttato con note di fragola e lampone, dal sapore morbido e gradevolissimo.
Piccoli consigli per gustarlo al meglio
Il vino novello va servito a una temperatura di 15° C (quindi più bassa dei normali vini rossi) in calici a tulipano e l’abbinamento consigliato è con primi piatti leggeri, carni bianche, formaggi freschi, salumi non troppo stagionati e, per dessert, con le caldarroste.
Novello o Beaujolais nouveau?
Il Beaujolais nouveau viene prodotto unicamente in una zona specifica (l'omonimo territorio nel centro della Francia, poco a nord di Lione) e utilizza unicamente il vitigno a bacca rossa Gamay. Inoltre al Beaujolais nouveau va riconosciuta la paternità della macerazione carbonica. I novelli italiani sono invece prodotti in quasi tutte le regioni d’Italia, impiegando una gran varietà di vitigni: dal Barbera in Piemonte al Marzemino in Trentino, dal Merlot in Veneto al Cabernet in Friuli Venezia Giulia, dal Sangiovese in Toscana al Nero d'Avola in Sicilia, solo per citarne alcuni.
Alla fatidica domanda se sia meglio il Beaujolais nouveau o il Novello, la risposta spetta ai lettori che abbiano la voglia (e la pazienza) di degustarli tutti!
Ci ricordiamo come si conserva il vino?



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